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Cover per cellulari Android con l’immagine dei trulli di Alberobello.

La storia di questi edifici molto particolari è legata alla pragmatica de Baronibus, un editto del Regno di Napoli del XV secolo che sottoponeva a un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano Acquaviva d’Aragona da 1481, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello con la “domus” estiva che si chiamava Difesa De Le Noci al confine con il territorio del ducato di Martina Franca, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione.

Il Trullo Siamese situato nel Rione Monti.
Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola o mezzo cono per la paglia detta falsa cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi che rappresentava come dicono molti il pinnacolo era la firma del maestro trullaro che lo faceva o che restaurava e rappresentava la posa del pinnacolo un momento emozionante, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi profani ma che appaiono soprattutto nel periodo fascista .

Retro del Trullo Sovrano.
Trullo sovrano Corte di Papa Cataldo
Il trullo più grande, situato in piazza Sacramento e alto 14 metri, fu fatto costruire nella seconda metà del Settecento dalla famiglia Perta, alla quale apparteneva il primo vicario foraneo di Alberobello, don Cataldo. Per celebrarne il primato nel 1916 gli fu imposto il nome di “trullo sovrano” da parte del professore alberobellese Giuseppe Notarnicola. Un documento del 1797 attesta che il trullo fu realizzato con l’impiego di malta e pertanto in violazione della prammatica de Baronibus. Fu sede della confraternita del Santissimo Sacramento dal 1826 al 1837, quando venne raffigurato in prossimità dell’ingresso un dipinto del Calvario, di artista ignoto. Acquisito dalla famiglia Sumerano nel 1861, dal 1994, dopo i restauri, è adibito a museo. Durante il periodo estivo, il Trullo Sovrano ospita spettacoli teatrali, concerti di piccole orchestre o formazioni jazz e altri eventi culturali. Molto grande è il seicentesco trullo Paparale, dalla caratteristica cupola a due coni.

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